
Pubblicato il 08/09/2026
AI e mammografia: nuova alleanza per la prevenzione
Nel centro di Cologno Monzese un nuovo software di intelligenza artificiale affianca gli specialisti in radiologia migliorando accuratezza e personalizzazione dei controlli.

L’intelligenza artificiale entra anche nella diagnostica senologica, senza sostituire gli specialisti ma aggiungendosi come “secondo paio di occhi”, per consentire diagnosi sempre più accurate e personalizzate.
È ciò che succede nel centro Cerba HealthCare di Cologno Monzese, dove è stato introdotto il software b-rayZ, un algoritmo AI integrato con il mammografo che supporta sia i tecnici di radiologia durante l’esecuzione dell’esame sia il radiologo nella fase di refertazione.
A parlarci dei vantaggi riscontrati sul campo, dopo i primi mesi di utilizzo, è la dott.ssa Michela Brioschi, radiologa del centro:
«La piattaforma restituisce in tempo reale una valutazione oggettiva della qualità delle immagini e analizza anche la densità del tessuto mammario, un dato che finora dipendeva molto dall’esperienza dell’occhio clinico. Questo permette di standardizzare maggiormente gli esami e di renderli più facilmente confrontabili nel tempo».
Oltre a classificare in modo oggettivo la densità della mammella (elemento importante per personalizzare il percorso di prevenzione e programmare eventuali controlli o approfondimenti diagnostici), l’AI ha soprattutto un ruolo di “controllo aggiuntivo” che, comparando le immagini con i propri algoritmi, segnala eventuali aree che meritano attenzione. Ma la valutazione, sottolinea Brioschi, resta sempre nelle mani dello specialista: l’intuito, l’esperienza clinica e l’empatia rimangono fondamentali per la diagnosi.
Grazie all’aiuto dell’AI, la dott.ssa Brioschi ha osservato nella pratica una diminuzione sia di “falsi negativi”, sia di “falsi positivi”; non solo, ha riscontrato anche un beneficio meno evidente ma altrettanto importante:
«L’algoritmo si fa carico della parte più ripetitiva e visivamente impegnativa del lavoro, riducendo l’affaticamento del radiologo e snellendo alcuni processi. Questo significa poter dedicare più tempo alla relazione con la paziente, che resta uno degli aspetti fondamentali di una buona presa in carico».
La tecnologia, però, non può sostituire la prevenzione.
«Non possiamo curare una malattia che non andiamo a cercare – ricorda la dottoressa –. Quando un tumore della mammella viene individuato in fase iniziale, prima ancora che sia palpabile, la prognosi cambia radicalmente e le possibilità di guarigione sono molto elevate. Per questo è importante sottoporsi con regolarità ai controlli consigliati e superare i timori legati alla mammografia: i benefici dello screening superano ampiamente i rischi».
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