Cerba On Tour a Novara: la salute in viaggio
Sul campo per promuovere la prevenzione e ascoltare le voci di chi fa medicina ogni giorno
La medicina del futuro non è fatta solo di tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e laboratori ultra-specializzati. È fatta, prima di tutto, di relazioni, ascolto, competenza e fiducia tra chi si rivolge ai nostri centri e chi si prende cura delle esigenze dei nostri pazienti. Con questo spirito è nato Cerba On Tour, un progetto itinerante ideato da Cerba HealthCare Italia per portare ancora di più la cultura della prevenzione direttamente nei territori, tra le persone e tra chi ogni giorno vive la medicina sul campo.
A ogni tappa di questo viaggio che attraverserà l’Italia, Cerba On Tour vi porterà in alcune strutture selezionate in ogni regione servizi come test, screening e consulenze, con l’obiettivo di accorciare la distanza tra cittadino e sistema sanitario, tra diagnosi precoce e vita quotidiana. Un valore aggiunto è dato da: interviste ai professionisti e alle professioniste che lavorano presso i nostri poliambulatori, centri specialistici, laboratori e centri sanitari del territorio.
Perché dare voce a chi fa medicina ogni giorno?
«Non solo per informare – spiega Marco Daturi, Chief Marketing Officer che ha dato il via al progetto – ma anche per documentare la realtà sanitaria regionale attraverso gli occhi i chi la conosce davvero. Nelle interviste emergeranno le esperienze vissute, i cambiamenti in corso, le sfide della prevenzione e le storie che spesso restano invisibili dietro le pareti degli ambulatori».
Queste testimonianze, cuore pulsante del progetto, vengono registrate ad ogni tappa e pubblicate online per diventare materiale prezioso per chi desidera comprendere da vicino il reale del sistema sanitario. Non sono solo contenuti divulgativi ma parti di una storia collettiva di Cerba HealthCare Italia in cui la medicina è raccontata da chi la pratica, non da chi la osserva da lontano.
Novara e il ruolo decisivo della medicina di laboratorio
Una tappa importante del Cerba on tour si è svolta a Novara, città che da anni è un polo sanitario di riferimento in Piemonte per l’eccellenza dei suoi centri diagnostici, e dove Cerba HealthCare Italia opera con lo storico centro di via Dante Alighieri, con punto prelievi, poliambulatorio, unità di radiologia e servizi di medicina dello sport. Le interviste hanno avuto come protagonisti la dott.ssa cardiologa Gabriella Francalacci, la dott.ssa radiologa Sara Stangalini, la dott.ssa neurologa Simona Ruggerone, e Federico Cataldo, Amministratore Delegato Liguria e Piemonte di Cerba HealthCare Italia.

Le loro voci hanno reso vivo un tema che rimane spesso “dietro le quinte” ma in realtà è cruciale per la salute e la prevenzione: la diagnostica di laboratorio, una disciplina che si è enormemente evoluta negli ultimi anni in termini di precisione e tempestività delle analisi, e oggi fa davvero la differenza nel percorso di cura.
«Il laboratorio – hanno sottolineato i professionisti – è passato dall’essere un luogo in cui si processano i dati, all’essere il punto in cui comincia la prevenzione. Ecco perché, nonostante sia spesso percepito come distante, ha un valore decisivo per la salute delle persone e per il funzionamento di tutto il sistema sanitario».
Cerba on Tour continua in tutta Italia
Novara è solo una delle tante fermate del viaggio in Italia firmato Cerba, ma riassume perfettamente lo spirito dell’iniziativa: creare una raccolta di testimonianze che racconti la medicina italiana per quello che è davvero, senza filtri e senza retorica.
Cerba On Tour attraverserà altre regioni, incontrando altri protagonisti di questo mondo e facendo emergere nuove storie. Un progetto che vuole crescere, arricchirsi e lasciare un segno, per essere motore di un cambiamento.
«In un’epoca in cui spesso si parla di sanità in termini burocratici o emergenziali, Cerba On Tour sceglie una strada diversa – spiega Marco Daturi, Chief Marketing Officer –: quella dell’ascolto, del racconto, per costruire in modo condiviso una cultura della salute che sia più consapevole, più umana, più accessibile».