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Chirurgia Robotica

Parliamo di chirurgia robotica per le protesi di ginocchio

chirurgia robotica

Di Dott. Michele Scelsi
Chirurgia Robotica – A cura di Michele Scelsi, Chirurgo OrtopedicoIn questo articolo parliamo di chirurgia robotica per le protesi di ginocchio. L’intervento di protesi di ginocchio è un intervento di routine, attraverso cui ogni anno, nel mondo, vengono impiantate più di 1 milione di protesi. La costante evoluzione della tecnica e dei materiali ha reso questo tipo di intervento di grande successo, in grado di restituire alla persona una buona qualità della vita e una buona riduzione del dolore.

Applicazioni di intervento

Da un punto di vista tecnico, quando il chirurgo posiziona una protesi in un’articolazione consumata deve eseguire delle resezioni ossee, che servono per preparare l’alloggiamento che accoglierà l’impianto. Condizione fondamentale affinché l’impianto lavori bene è quella di posizionarlo nella maniera corretta ed – entro un certo limite – assecondare quelle che sono le strutture anatomiche specifiche di ogni persona. Infatti, non esiste una ricetta univoca che vada bene per tutti: il chirurgo deve saper scegliere e successivamente realizzare il posizionamento ottimale dell’impianto in maniera specifica per ogni determinato paziente. Per poter fare questo servono conoscenze teoriche (per la pianificazione preoperatoria), una buona esperienza sul campo (per anticipare come reagiranno i tessuti e per gestire le variabili intra-operatorie), e una buona manualità per realizzare precisamente ciò che si è pianificato.

Tecniche e operatività

La tecnica classica prevede di valutare l’orientamento delle resezioni attraverso l’utilizzo di apposite guide. Queste possono essere intramidollari, ovvero essere inserite all’interno dei canali ossei della tibia e del femore oppure essere extramidollari, ovvero che si orientano utilizzando dei reperi anatomici esterni. Queste tecniche consentono di valutare l’orientamento delle componenti protesiche e l’allineamento globale della gamba; tuttavia, il livello di stabilità legamentosa ed il livello di stabilità rimane una valutazione soggettiva del chirurgo che eseguirà l’operazione di chirurgia robotica per la protesi al ginocchio.

Tecnologia a supporto dell’uomo

Negli ultimi anni abbiamo assistito all’avvento della tecnologia robotica anche in sala operatoria. Esistono diversi sistemi in commercio, attualmente molto costosi, che prevedono l’infissione attraverso la cute di piccoli chiodi metallici temporanei a livello del femore e della tibia, necessari al computer per calibrarsi e per poter quantificare in maniera estremamente precisa la mobilità, l’allineamento e la stabilità del ginocchio pre operatoriamente, dando più informazioni al chirurgo ed aiutandolo nella pianificazione. In alcuni sistemi i tagli sono eseguiti dal chirurgo, in altri dallo stesso braccio robotico. Il plus dei sistemi robotici è quello di quantificare numericamente e quindi valutare con estrema precisione anche il livello di stabilità di un’articolazione, dando un riscontro immediato del risultato ottenuto. Di contro i tempi chirurgici si allungano a causa del posizionamento dei chiodi metallici femorale e tibiale e del tempo per la calibrazione.

Vantaggi e limiti

In conclusione, possiamo affermare che la chirurgia protesica robotica rappresenta un avanzamento della tecnica a beneficio del paziente, attualmente ancora diffusa in maniera limitata a causa della sua introduzione relativamente recente e dei costi ancora elevati. Tuttavia è plausibile pensare che in un futuro prossimo la tecnica di navigazione robotica diventi il nuovo standard per l’impianto di una protesi di ginocchio. Se ti interessa dai un’occhiata a questo articolo (Dolore al ginocchio: cause e cure)
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