Citologia: perché è fondamentale per la prevenzione

Citologia: perché è fondamentale per la prevenzione

di Dott. Massimo Confortini

Riconoscere i primi segnali di un tumore per intervenire in tempo è il cuore della citologia, uno degli strumenti più importanti della prevenzione moderna

Quando si parla di prevenzione, controlli periodici ed esami di routine, spesso si parte dall’osservazione di una dimensione piccolissima, quella della cellula. È proprio questo il livello di dettaglio della citologia, una disciplina della biologia che studia la struttura e le funzioni delle cellule come unità fondamentali del nostro organismo. Accanto all’istologia, che osserva le cellule all’interno dei tessuti, la citologia si concentra sulla forma, sul funzionamento e sulle alterazioni delle cellule, comprese quelle che possono comparire durante lo sviluppo di un tumore. Per questo, oggi, la citologia ha un ruolo centrale nella medicina, soprattutto in tema di prevenzione , diagnostica precoce e follow-up di patologie tumorali.

Patologie al microscopio

Attraverso l’osservazione al microscopio ottico delle cellule prelevate da organi solidi o cavità del corpo con tecniche come agoaspirazione, lavaggio, spazzolamento o esfoliazione, la citologia permette di riconoscere modificazioni cellulari che possono indicare la presenza di una patologia.

Lo sviluppo della citologia diagnostica è stato profondamente influenzato dagli studi di George N. Papanicolaou, il cui lavoro sulle modificazioni cellulari nelle lesioni precancerose della cervice uterina ha portato alla nascita del Pap test, trasformando la citologia da disciplina teorica a procedura di laboratorio ampiamente utilizzata. Oggi la citologia viene impiegata negli screening di popolazione, cioè nei controlli effettuati su persone apparentemente sane per individuare alterazioni precoci, nella diagnostica di pazienti con sintomi per confermare o escludere la presenza di un tumore e nel follow-up, cioè nel monitoraggio nel tempo di persone già affette da una patologia.


Le cellule, come accennato poco sopra, possono essere raccolte in modi diversi. Per esempio, nella citologia esfoliativa, le cellule si distaccano naturalmente dai tessuti e vengono analizzate con un esame semplice e non invasivo. Nella citologia per esfoliazione indotta, le cellule vengono prelevate attivamente dalla superficie di una mucosa o di una lesione. Oppure, nell’esame citologico con ago sottile, le cellule vengono aspirate da organi o lesioni superficiali o profonde, talvolta con il supporto di tecniche di imaging.

 

Un prezioso alleato per la salute femminile

In ambito ginecologico, la cervice uterina rappresenta il principale distretto studiato con la citologia esfoliativa e il Pap test, utilizzato da oltre settant’anni, consente di prevenire il cancro della cervice uterina grazie alla diagnosi precoce di lesioni che precedono il tumore e che, se trattate, possono interrompere l’evoluzione della malattia. Inserito in programmi di screening con chiamata attiva ogni tre anni nelle donne tra i 25 e i 64 anni, questo test ha ridotto il rischio di cancro invasivo dell’80%.

L’analisi citologica si basa generalmente sulla metodica di colorazione di Papanicolaou, che permette di evidenziare dettagli del nucleo e del citoplasma delle cellule, fondamentali per distinguere cellule normali da cellule pretumorali o tumorali, e su diverse modalità di preparazione dei campioni, come la strisciatura diretta o la tecnica su strato sottile, che consente una distribuzione più uniforme delle cellule sul vetrino.

Osservando le cellule al microscopio, il citologo valuta caratteristiche come dimensioni, forma, rapporto tra nucleo e citoplasma, struttura della cromatina, intensità della colorazione del nucleo, presenza di più nuclei o di nucleoli, elementi che aiutano a riconoscere le differenze tra cellule sane e cellule tumorali. Per rendere più chiara la comunicazione tra citologo e clinico, sono stati sviluppati sistemi di refertazione specifici, come il Sistema Bethesda per la citologia cervico-vaginale e il Paris System per la citologia urinaria, che permettono di definire percorsi di approfondimento uniformi ed efficaci


L’importanza dei programmi di screening

L’analisi delle cellule rappresenta ancora oggi un metodo semplice, efficace e generalmente non invasivo per arrivare a una diagnosi precoce, capace di interrompere la progressione di un tumore o di contribuire a una diagnosi accurata, e la sua diffusione in programmi di screening ha reso possibile il controllo di ampie fasce di popolazione.

È sempre importante ricordare che la diagnosi precoce riduce o può annullare la possibilità di progressione di un tumore e contribuisce a diminuire la mortalità, a condizione che vi sia un’ampia partecipazione ai programmi di prevenzione, una corretta adesione ai controlli successivi e un adeguato controllo di qualità in tutte le fasi del processo.


Al centro di questo percorso rimane la figura dello specialista, nel nostro caso il citologo: questo perché la citologia è ancora oggi fortemente legata all’esperienza e alla competenza del professionista, capace di interpretare le alterazioni cellulari e di segnalare al clinico situazioni dubbie o positive per un tumore.

 

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