Roberto Rinelli, che si occupa di Sport Events Coaching nell’ambito di Medicina dello Sport, spiega come fare stretching correttamente.

“Tutti amano lo stretching. Ci sono numerose tecniche di stretching. Trovo curioso che nessuno o pochi amino scaldarsi in allenamento con tecniche o modalità della propria disciplina sportiva, ma preferiscono fare lo stretching.

In tanti anni si è compreso come il raggio di movimento delle articolazioni, con questa tecnica, possa migliorarsi.

Come e quando fare lo stretching? Meglio prima o dopo?

Se stiamo svolgendo un allenamento in palestra, di esplosività, di pliometrica o eseguiamo dei lavori di velocità, di potenza, ecco in questo caso lo stretching statico non avrebbe alcun senso, perché perderemo parte delle capacità contrattili delle fibre muscolari. Invece lo stretching dinamico migliora il lavoro nello scaldare la muscolatura e i tendini.

Inoltre, secondo numerosi studi, lo stretching non può essere considerato come l’unico mezzo di elezione nell’ambito del riscaldamento. Fatto prima di un allenamento va bene, ma unitamente ad altre attività a basso impatto.

Lo stretching lo possiamo paragonare a una seduta di tipo eccentrico. Fatto dopo un allenamento ha poco senso. Se proprio vogliamo farlo, va eseguito statico e per pochi secondi.

In ogni caso, meglio svolgere un esercizio di defaticamento, come ad esempio una corsetta leggera.

I nostri allenatori possono aiutarti nella tua preparazione. Ci vediamo nel prossimo video.”

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