Il Dott. Giuseppe Fagnano, specialista in fisioterapia, spiega in cosa consiste la sindrome del piriforme o falsa sciatica.

La sindrome del piriforme o falsa sciatica è un disturbo neuromuscolare che insorge quando il muscolo piriforme, situato nella regione del gluteo, irrita e comprime il nervo sciatico.

Il piriforme è un piccolo muscolo dell’anca, origina dalla parte interna del sacro e si inserisce nella fossa trocanterica, appena al di sotto del collo femorale. Il nervo sciatico scorre adiacente al muscolo. Proprio per questa vicinanza, problematiche del piriforme possono irritare, comprimere o intrappolare il nervo sciatico.

La sindrome del piriforme tende a colpire generalmente soggetti di mezza età, più donne che uomini. Il fatto che colpisca di più le donne può essere dato dalla differente forma del bacino femminile, che essendo più ampia rende più lunga la leva del lavoro del piriforme, facilitando il suo sovraccarico.

Il dolore è percepito come un formicolio o una sensazione di intorpidimento che percorre la gamba, irradiandosi dal gluteo sino al ginocchio. Raramente il dolore arriva all’altezza del polpaccio.

Il dolore può peggiorare durante lo svolgimento di attività quotidiane come camminare, correre, salire le scale oppure dopo aver mantenuto la posizione seduta per lunghi periodi. La palpazione dello stesso muscolo risulta dolorosa. Vi è inoltre una riduzione del movimento dell’articolazione dell’anca.

La sindrome del piriforme è più diffusa di quanto si crede, in quanto spesso è confusa con la lombosciatalgia, che è un disturbo ben diverso: nella lombosciatalgia vi è una compressione di una radice nervosa, che emerge dal midollo spinale a livello vertebrale per problematiche discali, come per esempio un’ernia del disco.

Nella sindrome del piriforme la dinamica è ben differente: di solito non vi è nessun danno irreversibile, ma questo dipende anche da come il paziente affronta il problema. Infatti, se il disturbo è ignorato per troppo tempo, si potrebbero creare anche gravi danni.

Le cause esatte di questa sindrome sono sconosciute, tuttavia alcune ipotesi ci portano a pensare che i fattori che portano alla compressione o all’intrappolamento del nervo sciatico includano:

  • il mantenimento della postura seduta per periodi prolungati, per esempio chi è costretto a guidare a lungo come tassisti e camionisti, oppure chi pratica alcuni sport come il ciclismo, l’equitazione o il canottaggio;
  • una ipertrofia del muscolo stesso, dovuta in genere a un suo eccessivo utilizzo, oppure uno spasmo del muscolo piriforme dovuto a un evento traumatico o a sforzi eccessivi. Si è visto infatti che il 50% dei pazienti con questa problematica presenta un episodio traumatico alla natica, all’anca o alla parte inferiore della schiena;
  • e infine i microtraumi ripetuti da compressione diretta, come per esempio la neurite da portafoglio, un trauma ripetitivo causato dalla seduta prolungata su superfici dure.

La diagnosi della sindrome del piriforme può essere fatta da uno specialista come il fisiatra o l’ortopedico. Tuttavia anche il medico di medicina generale può individuare il problema. 

La diagnosi è fatta tramite l’integrazione tra il quadro clinico riferito, l’esame fisico e indagini strumentali di esclusione. Infatti, un problema muscolare di questo tipo non è rilevabile né da una risonanza magnetica e neanche da un’ecografia. 

La diagnosi differenziale risulta quindi di fondamentale importanza giacché alcuni segni e sintomi della sindrome del piriforme possono imitare quelli di altre patologie come la radicolopatia lombare, la degenerazione del disco, l’ernia del disco, la stenosi lombare, la lombalgia, la lombosciatalgia, la sciatica, la coxartrosi.

Una volta capita la causa del problema è sicuramente molto importante l’apporto del fisioterapista, il quale con la terapia manuale, tecniche miofasciali, esercizio terapeutico e la terapia fisica ad alto livello come la tecar riuscirà ad essere risolutivo nella riduzione del dolore e nel miglioramento della qualità di vita del paziente.

In conclusione, possiamo tranquillamente affermare che alla luce della nostra esperienza clinica riteniamo sia utile adottare un approccio basato su queste evidenze scientifiche per curare la sindrome del piriforme, che rimane una comune e disabilitante condizione muscoloscheletrica.

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