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Longevity Summit, tante innovazioni pronte a rivoluzionare la nostra vita

Stefano Massaro avverte: «Perché invecchiare bene sia alla portata di tutti servono investimenti»

Stefano Massaro all'evento Longevity Summit

Di Cerba HealthCare Italia

Come godersi una sana longevità?

Ruotava tutto attorno a questa domanda il Milan Longevity Summit, ricco programma di conferenze con ospiti internazionali che dal 14 al 27 marzo hanno messo al centro gli innumerevoli temi – economici, sociali, scientifici e sanitari – connessi a una delle più grandi sfide di questi anni, cioè espandere la durata della vita in salute, in primis grazie all’accesso alle tecnologie e alle cure di ultima generazione.

Cerba HealthCare Italia, da sempre protagonista in questo ambito, è intervenuta alla tavola rotonda “I nuovi modelli di business della rivoluzione longevity” con un messaggio forte, portato dal nostro CEO Stefano Massaro.

Dopo tanti speech incentrati sulle infinite possibilità offerte dagli sviluppi della scienza e della tecnologia per realizzare il “sogno” di una vecchiaia lunga e sana, infatti,

«è necessario “riportare a terra” le cose dette, guardare al presente – ha sottolineato Massaro –. E noi erogatori di servizi abbiamo proprio questo compito. Cosa bisogna fare per rendere realtà tutti questi discorsi sulla prevenzione, per guidare gli individui a fare scelte libere per adottare un corretto stile di vita Innanzitutto, fare investimenti enormi… ma in Italia sottofinanziamo il sistema sanitario, e questo è un paradosso!».

Partecipanti all'evento Longevity

 

 

I presenti alla tavola rotonda per discutere “I nuovi modelli di business della rivoluzione longevity”

Oltre che Stefano Massaro, alla tavola rotonda hanno partecipato Marco Vulpiani, Life science leader Deloitte Labs che ha parlato di “Opportunità economiche nell’era della longevità”; Li Wu, CEO di Virtusan; Erica Alessandri, Membro del Board of Directors di Technogym; Stefano Malagoli, Partner Silver Economy, Fund Quadrivio Group.

 

Invecchiare bene, continua Massaro, richiede che le persone abbiano un ruolo attivo e coinvolto, con la possibilità di monitorarsi nel tempo, prevenire, curarsi in modo appropriato.
Ma è obiettivamente difficile, oggi, per la maggior parte dei pazienti entrare in quello che deve essere un vero e proprio ecosistema integrato della salute.

«Io credo però che le soluzioni che oggi sono ancora per pochi daranno un impulso che avrà ricadute positive per tutti – ha dichiarato Stefano Massaro –. Tutto questo serve a democratizzare l’innovazione, perché quando tutti ne vedranno i benefici l’intero sistema si allineerà».

 

 

 

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