Mare e montagna: effetti sul benessere fisico e psichico

Mare e montagna: effetti sul benessere fisico e psichico

di Dott. Guido Marcangeli

Per gli adulti è il momento di staccare dallo stress e ricaricare le batterie, anche solo per pochi giorni. Per i bambini, l’occasione perfetta per muoversi e vivere nuove avventure all’aria aperta. Per gli anziani, un vero e proprio toccasana terapeutico.

Ma, nello specifico, quali sono i benefici del mare rispetto a quelli della montagna? E quali sono le controindicazioni da non sottovalutare?

 

Mare, mare, mare!

L’aria marina e la salsedine, ricche di iodio, fosforo, magnesio e cloruro di sodio, sono indicate per trattare:

  • Patologie della pelle (come la psoriasi)
  • Allergie
  • Patologie tiroidee (come l’ipotiroidismo)
  • Reumi ed esiti di lesioni all’apparato locomotore
  • Osteoporosi (grazie anche all’esposizione solare, che aumenta l’apporto di vitamina D)

Sul fronte sportivo, il nuoto in acqua salata favorisce il galleggiamento e stimola l’apparato cardio-circolatorio, respiratorio, energetico e muscolo-scheletrico.

Per sventare disidratazione e ipotermia (valido anche per surf e windsurf), non bisogna prolungare troppo la permanenza in acqua o l’esposizione al vento. Al contrario, la navigazione a vela o in barca apporta grandi benefici all’apparato respiratorio grazie all’effetto del salmastro.

Per la circolazione delle gambe e il drenaggio degli edemi sono utilissime le passeggiate in mare, mentre gli esercizi in acqua bassa permettono la mobilizzazione articolare a carico ridotto.

Infine, le sabbiature sono un toccasana per muscoli affaticati e articolazioni lesionate, così come l’acqua di mare è ideale sia per la riabilitazione post-infortunio sia per un bagno rilassante post-allenamento.

 

Montagna, montagna!

L’aria di montagna, priva di polveri sottili, è un toccasana per asma bronchiale e allergie; inoltre, camminare in quota stimola i globuli rossi, migliorando l’ossigenazione dei tessuti.

Tuttavia, l’altitudine richiede cautela. Sopra i 2000 metri è consigliata una visita di controllo per prevenire il mal di montagna. Questo disturbo causa cefalea, affaticamento, vertigini, insonnia e nausea (sintomi che svaniscono scendendo di quota), ma ad altissime quote può evolvere in edemi polmonari o cerebrali.

Le passeggiate tra alberi resinosi (come il pino mugo) facilitano la respirazione, riducono il catarro e potenziano il sistema immunitario. In più, la vista del colore verde riduce il cortisolo (ormone dello stress), favorendo relax e sonno.

Infine, lo sport in altura allena specificamente il meccanismo aerobico. L’aumento della capacità e della potenza aerobica tramite una migliore ossigenazione è, infatti, una strategia sfruttata dalle federazioni sportive per i ritiri pre-campionato.

Le camminate in quota, giovano a umore, muscoli e circolazione.

Nello specifico:

  1. La salita allena cuore e polmoni.
  2. La discesa sollecita gli arti inferiori; la contrazione eccentrica può causare i DOMS (rigidità e dolore muscolare a scoppio ritardato, senza macro-lesioni), specie se si è fuori allenamento o si scende in fretta. Si leniscono con idromassaggi caldi o pomate revulsive, e il dolore mattutino si attenua con il riscaldamento, permettendo di camminare ancora.

Per tutti valgono due regole: bere molto e vestirsi adeguatamente per non sudare e disidratarsi, proteggendosi dal vento (primo fattore di rischio per sbalzi termici e ipotermia).

 

Che sia mare o montagna, l’obiettivo finale di ogni vacanza resta riequilibrare il sistema nervoso, ritrovare il sonno e migliorare la qualità della vita, sconfiggendo il vero nemico: lo stress.

 


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