Perdita di peso le reali novità tra farmaci e approcci moderni

Perdita di peso le reali novità tra farmaci e approcci moderni

di Dott. Sante Enrico Cogliandro

Dimagrire in sicurezza: efficacia e limiti dei farmaci per la perdita di peso

Indiscusso progresso nella cura del diabete, i farmaci “agonisti recettoriali del GLP1 (GLP1-RA)” godono di crescente popolarità per la notevole efficacia nel far perdere peso (anche ai VIP…), mentre che la ricerca clinica ne constata i benefici, straordinari effetti “pleiotropici”, che spaziano cioè dall’apparato cardiovascolare, al rene, al fegato, al sistema nervoso, e ad altri organi e apparati.

Ma restiamo al peso e parliamo di liraglutide, semaglutide e tirzepatide, i farmaci ammessi in Italia, con iniezioni sottocutanee giornaliere (liraglutide) e, rispettivamente, settimanali, per la cura dell’obesità.

Premessa

L’Insulina è un ormone prodotto dalle isole di Langherans, che nel loro insieme costituiscono la porzione specializzata in senso endocrino del pancreas, ghiandola esocrina che produce e immette nell’intestino principi digestivi.

Per antonomasia, l’Insulina è l’ormone che abbassa la glicemia, che è notoriamente alta nel diabete; ma la sua vocazione è eminentemente quella di costruire, ossia “anabolica”: affinché il glucosio si accumuli in glicogeno, gli aminoacidi siano destinati alla sintesi delle proteine e i grassi riposino come riserva energetica nelle cellule adipose; e, per giunta, “anti-catabolica”, per opporsi ai processi inversi.

A parità di carico calorico, la risposta dell’Insulina al glucosio somministrato per bocca piuttosto che in vena è maggiore, perché il pasto, nello specifico lo zucchero, libera ormoni intestinali (le “incretine”), fra le quali ci interessa innanzitutto il GLP1, che esaltano la produzione di Insulina stimolata dai nutrienti assorbiti.

L’organismo, per esempio nell’obeso, può diventare resistente all’Insulina, e allora ne occorrono quantità maggiori per ottenere gli stessi effetti; ma la capacità adattativa non è infinita, e, quando viene superata, la glicemia si alza con tutte le conseguenze nefaste del diabete (parliamo del diabete di tipo 2: in quello di tipo 1 l’Insulina manca proprio).

Nel diabetico, anche la funzione delle incretine è compromessa, mentre è conservata la risposta ai farmaci agonisti del recettore del GLP1 (se l’ormone è la “spina”, il suo recettore è la “presa”), che agiscono come l’ormone, ma in modo più energico e prolungato: le incretine naturali sono infatti rapidamente inattivate, affinché agiscano solo per lo stretto necessario, senza causare ipoglicemie.

Tutto molto bello, indimenticabile Bruno Pizzul!, ma la bilancia dove l’avevamo lasciata?

 

I GLP1-RA

I GLP1-RA come liraglutide e semaglutide hanno anche altre azioni utili al controllo del diabete perché (eccoci!) inducono calo di peso. Intanto, il GLP1, agendo sui circuiti neurovegetativi fra intestino e cervello, rallenta transitoriamente lo svuotamento dello stomaco con un primo effetto saziante. Inoltre, il GLP-1 è prodotto anche dal cervello, dove però non gioca da ormone, ma da neuro-trasmettitore che segnala abbondanza e induce sazietà: anche questo effetto può essere riprodotto farmacologicamente.

 

L’evoluzione della ricerca

Ma l’evoluzione della ricerca già propone altri attori e nuove molecole, anche in associazioni farmacologiche. Il GIP è un’altra incretina, che non agisce sullo stomaco, ma, autonomamente, sul cervello, e promuove la sazietà e inibisce la nausea, che è l’effetto collaterale indesiderato più comune, talvolta severo, dei GLP1-RA: orbene, la tirzepatide riunisce proprietà GLP1, e proprietà GIP. Il Glucagone, l’altro grande ormone pancreatico, e grande avversario dell’insulina, somministrato in associazione, sfrutta le riserve mobilizzando i grassi, intanto che gli agonisti delle incretine scoraggiano l’assunzione di altro nutrimento, e il gioco è fatto. L’Amilina, ormone co-secreto con l’insulina dalle medesime cellule pancreatiche, induce sazietà e ritarda lo svuotamento gastrico, ed è interessante anche per i suoi agonisti per uso orale.

 

Gli effetti collaterali

Gli effetti collaterali dei GLP1-RA sono soprattutto di tipo gastrointestinale, come già accennato; effetti talora gravi sulla funzione visiva, dei diabetici ma non solo, le pancreatiti, i calcoli biliari, la perdita di capelli riguardano comunque un numero limitato o molto limitato di casi. Occhio, che sempre farmaci sono… L’altro, problematico effetto collaterale è il costo: parliamo di centinaia di euro al mese, a totale carico dell’utente, e non c’è indicazione precisa sulla durata (non breve) della cura. La concorrenza fra molecole diverse, la scadenza dei brevetti, il riconoscimento che la rimborsabilità nelle condizioni già fin d’ora vincolanti la prescrizione (obesità o sovrappeso complicato da altre patologie), permette risparmi superiori su altri capitoli di spesa, dovrebbero migliorare la situazione.

 

L’efficacia dei GLP1-RA

L’efficacia dei GLP1-RA sul peso corporeo è comunque subordinata al rispetto di congrue regole di igiene di vita, in buona sostanza alimentazione e movimento: la delusione può altrimenti essere cocente, e l’alleggerimento riguardare solo il conto corrente.

 

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