
Pubblicato il 29/06/2026
PMOS: una nuova visione della sindrome dell’ovaio policistico
La sindrome dell’ovaio policistico, conosciuta da anni con l’acronimo PCOS (Polycystic Ovary Syndrome), è entrata ufficialmente in una nuova fase della sua storia clinica e scientifica. Nel 2026 la comunità endocrinologica internazionale ha proposto e adottato una nuova denominazione: PMOS (Polyendocrine Metabolic Ovarian Syndrome), in italiano sindrome ovarica poliendocrino-metabolica.
Non si tratta di una nuova malattia, ma di un aggiornamento della definizione per descrivere in modo più accurato una condizione complessa, sistemica e spesso sottodiagnosticata.
PCOS: cos’è e come si manifesta la sindrome dell’ovaio policistico
La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una delle più frequenti condizioni endocrino-metaboliche nelle donne in età fertile e si caratterizza per una notevole eterogeneità clinica.
Le sue manifestazioni possono includere:
- alterazioni del ciclo mestruale;
- segni di iperandrogenismo come acne;
- irsutismo e alopecia;
- ovaie con morfologia policistica all’ecografia;
- difficoltà di concepimento legate a disfunzioni ovulatorie;
- alterazioni metaboliche quali insulino-resistenza e aumento del rischio di sviluppare diabete.
Tuttavia, la sindrome non si presenta nello stesso modo in tutte le persone: la combinazione e l’intensità dei sintomi possono variare significativamente da individuo a individuo, rendendo la diagnosi talvolta complessa e contribuendo, in alcuni casi, a un ritardo nell’identificazione della condizione.
Perché la PCOS è diventata PMOS: oltre il concetto di “ovaio policistico”
Per anni la denominazione “sindrome dell’ovaio policistico” ha contribuito a una comprensione parziale della condizione, portando spesso a considerarla un problema esclusivamente ginecologico.
Dal punto di vista ginecologico, nelle pazienti con PCOS/PMOS non sono presenti vere cisti ovariche patologiche. All’ecografia si osserva invece un elevato numero di piccoli follicoli antrali disposti perifericamente (“polycystic ovarian morphology” o PCOM). Proprio questa imprecisione terminologica è uno dei motivi che hanno portato al cambio di nome.
Le conoscenze scientifiche più recenti hanno inoltre evidenziato come la sindrome coinvolga diversi sistemi dell’organismo e non si limiti alla sola funzione ovarica. Oltre agli aspetti riproduttivi, infatti, la condizione può interessare il sistema endocrino e il metabolismo: può essere associata a condizioni come l’insulino-resistenza, l’aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2, alterazioni del profilo lipidico e uno stato di infiammazione cronica di basso grado.
La crescente consapevolezza delle implicazioni endocrino-metaboliche e cardiovascolari della condizione ha portato la comunità scientifica a promuovere una visione più ampia e multidisciplinare. In passato, infatti, una lettura limitata della sindrome ha talvolta contribuito a ritardi diagnostici e a una sottovalutazione delle sue possibili conseguenze sulla salute complessiva della persona.
PMOS: una definizione più completa della sindrome
La sindrome ovarica poliendocrino-metabolica (PMOS) è una condizione cronica a decorso variabile nel corso della vita che coinvolge diversi sistemi dell’organismo e può influenzare molteplici aspetti della salute femminile.
Si caratterizza per un quadro clinico eterogeneo, nel quale possono coesistere alterazioni ormonali, in particolare legate all’iperandrogenismo, irregolarità del ciclo mestruale o assenza di ovulazione, oltre a manifestazioni cliniche come acne e irsutismo.
A questi aspetti si associano frequentemente alterazioni metaboliche, tra cui l’insulino-resistenza, che possono contribuire ad aumentare il rischio di sviluppare complicanze cardiometaboliche nel lungo termine.
La varietà delle manifestazioni e la diversa combinazione dei sintomi da persona a persona rendono la PMOS una condizione complessa, che richiede un approccio diagnostico e clinico multidisciplinare.
Come si manifesta la sindrome della PMOS
La PMOS può manifestarsi con sintomi diversi da persona a persona, sia per tipologia sia per intensità.
Tra le manifestazioni più frequentemente associate alla condizione vi sono:
- l’irregolarità o l’assenza del ciclo mestruale;
- l’acne persistente;
- l’irsutismo (ovvero la crescita eccessiva di peli in aree tipicamente maschili);
- le difficoltà ovulatorie;
- l’aumento di peso o la difficoltà a perderlo;
- alterazioni metaboliche che possono accompagnarsi a una sensazione di stanchezza persistente.
È importante sottolineare che questi sintomi non sono esclusivi della PMOS e possono essere associati anche ad altre condizioni mediche. La presenza di uno o più di questi segnali non significa necessariamente essere affetti dalla sindrome. Per questo motivo è fondamentale evitare l’autodiagnosi e rivolgersi a un medico o a un ginecologo, che potrà valutare il quadro clinico complessivo attraverso un’anamnesi accurata, eventuali esami di laboratorio e approfondimenti diagnostici, al fine di comprendere correttamente la situazione e individuare il percorso più appropriato.
Diagnosi di PCOS e PMOS: un percorso multidisciplinare per una diagnosi accurata
Secondo i criteri internazionali oggi utilizzati (Rotterdam), la diagnosi può essere formulata quando sono presenti 2 dei 3 criteri principali:
- disfunzione ovulatoria (oligo-ovulazione o anovulazione);
- iperandrogenismo clinico o biochimico;
- morfologia ovarica policistica all’ecografia.
Pertanto l’ecografia non è sempre necessaria né sempre presente nella diagnosi.
Accanto agli aspetti ginecologici e riproduttivi, è importante considerare anche il profilo metabolico della persona attraverso parametri quali glicemia, insulina e assetto lipidico, che possono contribuire a identificare eventuali alterazioni associate alla sindrome.
Il passaggio dalla definizione di PCOS a quella di PMOS rappresenta un’importante evoluzione nella comprensione di questa condizione. Non cambia la natura della malattia né i criteri fondamentali per la sua identificazione, ma riflette una maggiore consapevolezza della sua complessità clinica.
Questa prospettiva più ampia favorisce una presa in carico globale della persona e consente di sviluppare percorsi diagnostici e terapeutici più completi e personalizzati.
FAQ
PCOS e PMOS sono la stessa cosa?
Sì. La PMOS (sindrome ovarica poliendocrino-metabolica) è la nuova denominazione proposta dalla comunità scientifica per descrivere in modo più accurato la complessità della condizione precedentemente nota come PCOS. L’adozione della nuova nomenclatura avverrà progressivamente nei prossimi anni, con una transizione prevista entro il 2028.
Come capire se ho la PCOS/PMOS?
La PCOS può manifestarsi con sintomi diversi da persona a persona, tra cui irregolarità del ciclo mestruale, acne persistente, irsutismo, difficoltà ovulatorie e alterazioni metaboliche. Tuttavia, la presenza di uno o più di questi sintomi non è sufficiente per formulare una diagnosi. Se si sospetta di avere la sindrome, è importante rivolgersi a un ginecologo o a uno specialista che possa valutare il quadro clinico attraverso visita, esami di laboratorio e, se necessario, approfondimenti diagnostici.
Quali sono i sintomi più comuni della PCOS/PMOS?
I sintomi più frequentemente associati alla sindrome includono cicli mestruali irregolari o assenti, acne, aumento della peluria in aree tipicamente maschili (irsutismo), difficoltà di ovulazione, aumento di peso o difficoltà a dimagrire e alterazioni metaboliche. Non tutte le persone presentano gli stessi sintomi e la loro intensità può variare notevolmente.
Si può avere la PCOS/PMOS anche con il ciclo regolare?
Sì. Sebbene le alterazioni del ciclo mestruale siano una delle manifestazioni più comuni della sindrome, alcune persone con PCOS possono presentare cicli apparentemente regolari. Per questo motivo la diagnosi non può basarsi esclusivamente sulla frequenza delle mestruazioni, ma richiede una valutazione complessiva del quadro clinico e laboratoristico.
La PCOS/PMOS causa sempre infertilità?
No. La PCOS può essere associata a difficoltà ovulatorie che possono rendere più complesso il concepimento, ma non significa necessariamente infertilità. Molte donne con PCOS riescono a ottenere una gravidanza spontaneamente o con il supporto di percorsi terapeutici personalizzati.
È possibile avere la PCOS/PMOS senza cisti ovariche?
Sì. Non tutte le persone con PCOS presentano ovaie policistiche all’ecografia. La presenza di cisti non è infatti un requisito indispensabile per la diagnosi e rappresenta uno dei motivi che hanno portato alla proposta del nuovo termine PMOS.
La PCOS/PMOS può influenzare il peso corporeo?
La sindrome può essere associata a insulino-resistenza e ad altre alterazioni metaboliche che possono favorire l’aumento di peso o rendere più difficile il dimagrimento. Tuttavia, la PCOS può manifestarsi anche in persone normopeso.
La PCOS/PMOS aumenta il rischio di altre patologie?
Sì. In alcuni casi la sindrome può essere associata a un maggior rischio di sviluppare insulino-resistenza, diabete di tipo 2, alterazioni del profilo lipidico e altre condizioni cardiometaboliche. Per questo motivo è importante un monitoraggio regolare e una gestione multidisciplinare.
A che età si può diagnosticare la PCOS?
Nelle adolescenti la diagnosi richiede criteri più restrittivi e una valutazione specialistica, poiché alcune caratteristiche della pubertà possono mimare la sindrome.
Quando è consigliabile rivolgersi a uno specialista?
È opportuno consultare un medico o un ginecologo in presenza di irregolarità mestruali persistenti, acne severa o resistente ai trattamenti, aumento della peluria, difficoltà nel concepimento o sintomi metabolici che potrebbero essere associati alla sindrome. Una diagnosi precoce consente una gestione più efficace della condizione e dei suoi possibili effetti sulla salute.
Ginecologia e Ostetricia