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Protesi d’anca: campanelli d’allarme

Il Dott. Michele Scelsi, chirurgo ortopedico e traumatologo presso la nostra sede di Cologno Monzese, spiega quali sono i campanelli d'allarme che possono portare alla necessità di una protesi d'anca

protesi d'anca

Di Dott. Michele Scelsi

Quando è necessaria una protesi d’anca?

Quali sono i campanelli d’allarme che preannunciano la necessità di una protesi d’anca?

La protesi d’anca è un impianto che serve a ricostruire un’articolazione malata, dolente e non più funzionante. È un intervento che si esegue di routine in tutto il mondo e che restituisce la libertà di movimento a circa 100mila persone all’anno solamente in Italia.

Il campanello di allarme che ci indica che è arrivato il momento di operarsi si ha quando siamo costretti a modificare il nostro stile di vita a causa dell’anca. I motivi sono principalmente due.

Il primo è la presenza di un dolore tipicamente inguinale, che non passa nonostante le dovute terapie e fisioterapie. Spesso esso è provocato da una semplice camminata o dallo stare in piedi per qualche minuto.

Il secondo motivo è una limitazione nei movimenti dell’anca, che gradualmente porta una persona a privarsi di alcune attività ricreative o lavorative.

È importante ricordarsi che nell’artrosi il danno avviene gradualmente: il rischio che si corre, infatti, è quello di abituarsi piano piano alla limitazione, dovendo adattare la propria vita a quella di un’articolazione malata.

Rendersi conto della propria limitazione è il primo passo verso la guarigione.

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