Salute e AI: come cambia la fiducia degli italiani

Salute e AI: come cambia la fiducia degli italiani

di Cerba HealthCare Italia

I risultati del sondaggio “Dottor AI – Come gli italiani usano l’intelligenza artificiale in tema di salute” che abbiamo promosso con lo scopo di sondare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito medico, confermano che la vera sfida oggi è essere autorevoli, chiari, accessibili.

L’intelligenza artificiale sta aprendo nuovi scenari in moltissimi ambiti e la medicina non fa eccezione. Per questo abbiamo voluto approfondire come questa trasformazione stia influenzando il modo in cui le persone cercano informazioni sulla salute. Comprendere questi cambiamenti ci permette di comunicare in modo sempre più efficace, offrendo contenuti affidabili e autorevoli.

Da questa esigenza nasce il sondaggio “Dottor AI – Come gli italiani usano l’intelligenza artificiale in tema di salute“, realizzato su un campione rappresentativo di 1.000 cittadini italiani.

Oltre sette italiani su dieci la utilizzano

I risultati mostrano un fenomeno già molto diffuso: oltre il 70% degli italiani utilizza almeno occasionalmente strumenti basati sull’intelligenza artificiale per ottenere informazioni sanitarie. Il 43,9% lo fa direttamente, il 21,6% in modo saltuario e un ulteriore 7% attraverso le funzionalità AI integrate nei motori di ricerca.

Tra gli under 50 la quota degli utilizzatori sfiora l’89%, a conferma di una tendenza destinata a consolidarsi. Oltre due italiani su tre ritengono infatti che in futuro utilizzeranno maggiormente questi strumenti per temi legati alla salute.

 

Sintomi e referti sono le richieste più frequenti

Le motivazioni che spingono a consultare l’AI sono soprattutto pratiche. In testa troviamo la comprensione di sintomi e disturbi (39% delle menzioni), seguita dall’interpretazione di esami e referti (30%). Insieme, queste due attività rappresentano circa sette utilizzi su dieci.

«La porta d’ingresso alla salute non è più soltanto lo studio medico»,

osserva Marco Daturi, Chief Marketing Officer di Cerba HealthCare Italia.

Diventa quindi centrale il tema della qualità delle informazioni che alimentano le risposte generate dalle intelligenze artificiali.

 

Una questione di fiducia

Tra chi utilizza l’AI per temi di salute, il 57% dichiara di fidarsi abbastanza delle informazioni ricevute e oltre il 41% afferma di fidarsene molto. Al contrario, tra chi non utilizza questi strumenti, la principale ragione del rifiuto è proprio la mancanza di fiducia.

La ricerca evidenzia anche una componente emotiva significativa: oltre l’81% degli utenti dichiara di essersi sentito rassicurato dalle risposte ricevute, mentre quasi un terzo afferma di essersi preoccupato almeno qualche volta dopo aver consultato l’AI.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il rapporto tra AI e professionisti della salute. Solo il 2,6% degli utilizzatori dichiara di aver verificato con un medico le informazioni ottenute tramite l’intelligenza artificiale, segno che questi strumenti vengono percepiti soprattutto come un supporto autonomo e personale.

Allo stesso tempo emerge con forza il bisogno di una supervisione professionale: quasi il 58% degli intervistati afferma che si fiderebbe maggiormente dell’AI se questa fosse integrata o supervisionata da medici reali. Inoltre, oltre il 70% degli italiani non considera realistico uno scenario di sostituzione del medico con l’intelligenza artificiale.

 

Una sfida per il mondo della salute

Per la maggior parte degli italiani la salute non passa più da una sola fonte, ma da un insieme di strumenti, persone e canali informativi. L’intelligenza artificiale non è percepita come un’autorità assoluta, ma è già entrata a far parte del percorso informativo di milioni di persone.

Per noi questi risultati rappresentano uno stimolo importante a riflettere sull’evoluzione della comunicazione sanitaria.

«La vera domanda non è se le persone utilizzeranno l’intelligenza artificiale per informarsi sulla salute: lo stanno già facendo. La domanda è chi alimenterà quelle risposte, e noi ci saremo»,

conclude Daturi.

Noi di Cerba HealthCare Italia raccogliamo questa sfida con la consapevolezza che seguire da vicino l’evoluzione dell’AI significa non soltanto adottare nuove tecnologie, ma anche contribuire a costruire una cultura della salute centrata sulla persona.

Saper comprendere i nuovi trend e interpretare i cambiamenti è il fattore più importante per offrire servizi sempre più vicini alle esigenze dei pazienti di oggi e di domani.

 


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