
Sport invernali dopo una protesi: cosa sapere
Rischi, tempi di recupero e consigli per tornare agli sport invernali con una protesi articolare
L’inverno e la neve richiamano molti appassionati di montagna a praticare sport come sci, snowboard e camminate con le ciaspole. Tuttavia, per chi ha subito un intervento di sostituzione articolare, sia di anca che di ginocchio, è fondamentale conoscere i rischi e le precauzioni necessarie prima di rispolverare gli scarponi.
Dopo una sostituzione articolare, la possibilità di tornare a praticare sport dipende da diversi fattori. L’età gioca un ruolo importante: con l’avanzare degli anni, e in particolare dopo la menopausa per le donne, si verifica una naturale perdita di massa muscolare e ossea. Questo rallentamento fisiologico influisce sulla mobilità e sui tempi di recupero, che possono essere più lunghi rispetto a quelli di un giovane. Anche l’attività fisica precedente all’intervento è determinante: chi era attivo ha maggiori probabilità di riprendere gli sport abituali, con molti pazienti in grado di tornare alle proprie attività entro l’anno dall’intervento. Chi non praticava sport prima deve avere aspettative realistiche sui tempi e sull’intensità della ripresa. Infine, il tipo di protesi influisce sulla sicurezza: la sostituzione del ginocchio generalmente non comporta particolari limitazioni, mentre la protesi d’anca richiede maggiore attenzione, poiché in casi di gravi traumi ad alta energia può andare incontro a problemi meccanici con possibilità di un nuovo intervento chirurgico.
Le protesi, sia d’anca che di ginocchio, sono progettate per sopportare sforzi fisici, ma gli sport invernali comportano rischi concreti, come cadute e collisioni. Eventi traumatici possono portare a fratture periprotesiche, che richiedono interventi chirurgici complessi e, talvolta, la sostituzione dell’impianto. Come ricordano gli ortopedici, non si può controllare tutto: possiamo decidere come sciare, ma non evitare incidenti causati da altri sciatori. Tornare sulla neve dopo un intervento significa quindi correre un rischio calcolato, accettabile solo se lo sport praticato è fonte di piacere.
Attività come pattinaggio, sci e snowboard sono considerate ad alto impatto, richiedono uno sforzo intenso e comportano una maggiore probabilità di cadute rispetto a sport a basso impatto come camminare o nuotare. Chi desidera praticarli dopo un intervento deve farlo con moderazione, limitando intensità e velocità, e sempre consapevole del rischio aumentato.
Mantenere un buon livello di attività fisica rimane fondamentale per chi ha subito una sostituzione articolare. L’esercizio regolare non solo favorisce la salute generale, ma aiuta anche a stabilizzare la protesi, riducendo il rischio di allentamenti e di ulteriori interventi. In generale, gli sport a basso impatto come golf, ciclismo e tennis risultano più indicati. Tra le attività invernali, le camminate, anche con le ciaspole, sono sicure e adeguate. È importante combinare esercizio fisico, gradualità e ascolto del proprio corpo, confrontandosi sempre con l’ortopedico di fiducia per valutare rischi specifici.
Tornare sulla neve dopo una sostituzione articolare è quindi possibile, ma richiede prudenza e attenzione. Conoscere i fattori che influenzano la ripresa, scegliere attività adeguate e dosare l’intensità consente di godere della stagione invernale senza compromettere la salute della protesi. La guida di un professionista rimane fondamentale per praticare sport in sicurezza e con serenità, permettendo di unire piacere e prudenza nella stessa giornata sulla neve.
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