Stress da rientro dalle vacanze: come influisce sull’asse intestino-cervello

Stress da rientro dalle vacanze: come influisce sull’asse intestino-cervello

di Dott. Sergio Carlucci

Il rientro alla quotidianità, dopo un periodo di vacanza, non riguarda soltanto la ripresa degli impegni lavorativi. Per il nostro organismo significa anche tornare a ritmi, orari e abitudini differenti. Il passaggio da giornate più rilassate a una routine spesso più intensa può rappresentare una fonte di stress. E uno degli apparati che maggiormente risente di questi cambiamenti è proprio quello gastrointestinale.

 

Cervello e intestino sono infatti in costante comunicazione

Questa relazione, definita ”asse intestino-cervello”, coinvolge il sistema nervoso, il sistema immunitario, gli ormoni e il microbiota intestinale.

Quando siamo sottoposti a stress, possono modificarsi alcuni meccanismi che regolano la motilità e la sensibilità dell’intestino. Per alcune persone questo può tradursi in gonfiore, senso di pesantezza, alterazioni dell’alvo, crampi o una maggiore percezione del disagio addominale.

Non si tratta, quindi, di disturbi “immaginari” o semplicemente legati alla mente.

 

Lo stress è in grado di influenzare concretamente la fisiologia dell’apparato digerente

Anche il microbiota intestinale partecipa a questo complesso sistema di comunicazione. La sua composizione e la sua attività sono influenzate da numerosi fattori, tra cui alimentazione, sonno, attività fisica e condizioni di stress.

Per questo motivo, il rientro può rappresentare un momento utile per riportare gradualmente equilibrio nelle proprie abitudini.

 

Alimentazione, movimento, sonno e gestione dello stress lavorano insieme

Non è necessario cercare soluzioni drastiche o sottoporsi a restrizioni alimentari. Può essere più utile ripartire dalle basi:

  • mantenere un’alimentazione varia ed equilibrata;
  • garantire un adeguato apporto di acqua;
  • introdurre gradualmente alimenti ricchi di fibre, in base alla propria tolleranza;
  • dedicare spazio al movimento quotidiano;
  • ristabilire una regolarità del sonno;
  • consumare i pasti con maggiore calma e consapevolezza;
  • imparare a riconoscere e gestire le situazioni di stress.

Il benessere intestinale non dipende da un singolo alimento o da una soluzione miracolosa. È il risultato dell’interazione tra diversi aspetti della nostra quotidianità.

Il rientro, quindi, può essere anche un’occasione per ascoltare maggiormente il nostro corpo e recuperare gradualmente ritmi più regolari.

Perché prendersi cura dell’intestino significa considerare la persona nella sua globalità: ciò che mangiamo, come dormiamo, quanto ci muoviamo e, soprattutto, come viviamo e gestiamo lo stress.

Il nostro intestino parla con il cervello. Imparare ad ascoltare questo dialogo può essere un primo passo verso una maggiore consapevolezza del nostro benessere.


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