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Test BRCA: chi deve farlo

Test genetico che analizza le mutazioni dei geni BRCA 1 e 2 nelle donne, fattori di predisposizione al tumore al seno e all’ovaio

test genetico brca

Di Dott.ssa Laura Cardarelli
Il Test BRCA è il test genetico che analizza le mutazioni dei geni BRCA 1 e 2 nelle donne, fattori di predisposizione al tumore al seno e all’ovaio. Ma cosa sono i geni BRCA? Si possono prevenire queste forme di tumore?

Test BRCA: i geni BRCA1 e BRCA2

Il corretto funzionamento delle cellule e dei tessuti del nostro organismo è strettamente legato alle informazioni contenute nei nostri geni. Tra questi, i geni BRCA1 e BRCA2 contengono le informazioni necessarie alla sintesi di proteine responsabili di regolare la crescita cellulare. Si tratta di geni oncosoppressori, cioè geni che limitano lo sviluppo di cellule tumorali in caso di danni o rotture del DNA, che possono essere provocati da fattori ambientali, come radiazioni ultraviolette o fumo, o possono verificarsi durante il normale processo di proliferazione cellulare. In questo caso, quando il DNA viene copiato per trasmettere alle cellule ‘figlie’ le informazioni genetiche, possono verificarsi alcuni errori. Il Test BRCA ha proprio il compito di individuare questi errori.

I geni oncosoppressori sono anche conosciuti come “guardiani del DNA”, infatti funzionano come sentinelle che avvistano il danno, inibiscono la divisione cellulare per evitare che questo sia trasmesso, e contribuiscono alla sua riparazione, garantendo l’integrità del DNA e impedendo che una cellula sana dia origine a una cellula tumorale.

Alcune persone, però, possiedono una versione mutata di BRCA1 o 2, che rende inefficace questo sistema di protezione contro i tumori. La perdita di funzione dei geni BRCA comporta che questi non siano più in grado di controllare la corretta crescita cellulare, favorendo una proliferazione incontrollata, analizzabile attraverso una tipologia di Test BRCA genetico.test brca

Caratteristiche genetiche di BRCA1 e BRCA2

Come tutti i geni, anche BRCA1 e BRCA2 occupano una posizione su precisi cromosomi: BRCA1 è localizzato sul cromosoma 17, mentre BRCA2 si trova sul cromosoma 13. Ciascuno di noi eredita due copie di ogni gene, una trasmessa dalla madre e una dal padre. Le mutazioni, più correttamente definite varianti patogenetiche, dei geni BRCA (acronimo di Breast Cancer) comportano una minor capacità di correggere i danni al DNA che si producono naturalmente o per effetto dell’esposizione a cancerogeni e, di conseguenza, un aumentato rischio di sviluppare tumori.

Le varianti patogenetiche possono essere ereditate da un genitore portatore con una probabilità del 50%. Ad essere ereditato, però, non è il tumore bensì una probabilità di svilupparlo maggiore rispetto alla popolazione generale, analizzabile tramite il Test BRCA. Infatti, solo una parte delle persone che presenta un’alterazione di BRCA1 o BRCA2 sviluppa infatti una neoplasia nel corso della vita.

Le donne con varianti patogenetiche nei geni BRCA hanno maggiore probabilità di sviluppare tumori alla mammella e alle ovaie, ma non vi è certezza che li manifestino. Anche gli uomini possono essere portatori di una variante patogenetica e, quindi, trasmetterla ai figli. In questo caso, la presenza di tale variante aumenta la predisposizione a sviluppare il carcinoma della prostata e, in una piccola percentuale, un tumore della mammella maschile. Occorre infine ricordare che varianti patogenetiche nei geni BRCA aumentano anche la probabilità di incorrere in altre forme di cancro come, ad esempio, quello al pancreas.

Tumore della mammella

Il tumore della mammella è una delle neoplasie più frequenti nelle donne, con oltre 48.000 nuovi casi ogni anno in Italia. Per la maggior parte, si tratta di forme sporadiche causate, cioè, dal concorso di più fattori responsabili della comparsa di mutazioni del DNA che vengono acquisite nel corso della vita. Tuttavia, circa il 5-10% dei tumori della mammella è riconducibile a mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 che vengono ereditate, aumentando la probabilità di manifestare la neoplasia prima dei 50 anni.

Il Test BRCA identifica esattamente le mutazioni genetiche di BRCA 1 e 2. Le donne che ereditano il gene BRCA1 mutato presentano un rischio del 45-80% di manifestare un tumore alla mammella; quelle che ereditano il gene BRCA2 mutato, invece, hanno una probabilità del 25-60% di sviluppare un tumore alla mammella rispetto all’1-2% di rischio della popolazione generale. Test genetico BRCA: tumore mammella

Tumore alle ovaie

Il tumore alle ovaie è una neoplasia femminile che presenta un’ incidenza inferiore rispetto a quella del tumore alla mammella, con circa 5.000 nuovi casi all’anno in Italia, ma con una sopravvivenza minore perché generalmente diagnosticato tardi. Anche il tumore alle ovaie si presenta di solito nella sua forma sporadica, ma nel 10-20% dei casi si parla di forme ereditarie legate a mutazioni trasmesse dai genitori dei geni BRCA1 e BRCA2 che anticipano l’età di insorgenza del tumore, solitamente prima dei 45 anni.

A fronte dell’11% di rischio della popolazione generale, le donne che ereditano il gene BRCA1 mutato presentano un rischio del 20-40% di ammalarsi di tumore alle ovaie; quelle che, invece, ereditano mutazioni del gene BRCA2 presentano un rischio del 10-20%. Le persone che ereditato queste mutazioni possono presentare contemporaneamente o in tempi diversi sia il tumore alla mammella che il tumore alle ovaie.

Tumore alla prostata

Il carcinoma della prostata rappresenta il 26% di tutte le diagnosi di tumore nell’uomo e, nei Paesi occidentali, è il tumore più frequente nella popolazione maschile. Varianti patogenetiche germinali nei geni BRCA sono presenti in circa il 6% dei pazienti con carcinoma prostatico. Per contro, negli uomini portatori di alterazioni nei geni BRCA, in particolare nel gene BRCA2, la possibilità nel corso della vita di sviluppare il tumore della prostata può raggiungere il 27%.

L’identificazione di variante patogenetica germinale nei geni BRCA1-BRCA2 in un paziente con carcinoma prostatico aiuta nella scelta del percorso terapeutico e permette di intraprendere un percorso di consulenza oncogenetica per il paziente e per familiari, al fine di identificare i portatori ad alto rischio, a cui proporre programmi mirati di prevenzione e diagnosi precoce dei tumori con trasmissione eredo-familiare associati a BRCA.

Tumore al pancreas

Il carcinoma del pancreas, seppure non sia fra i più comuni, rappresenta la seconda causa di morte per tumore nei Paesi Occidentali. Studi recenti hanno evidenziato che i pazienti con tumore al pancreas presentano una maggiore incidenza rispetto al normale di varianti patogenetiche dei geni BRCA, riscontrate in circa il 10% dei pazienti con meno di 74 anni. Anche in questi casi, l’identificazione delle varianti patogenetiche nel malato può essere di aiuto nella valutazione del percorso terapeutico per il paziente e per l’avvio di programmi di screening e prevenzione nei familiari.

Test BRCA: la predisposizione genetica

Il Test Genetico BRCA analizza la presenza di varianti patogenetiche dei geni BRCA, responsabili dell’aumento alla predisposizione al tumore, ma ciò non vuol dire che il portatore della mutazione lo svilupperà con certezza. La presenza di una variante patogenetica, infatti, non è da sola sufficiente alla formazione di un tumore, bensì determina una probabilità di svilupparlo maggiore rispetto alla popolazione generale: pertanto, solo una parte delle persone che presenta un’alterazione di BRCA1 o BRCA2 sviluppa infatti una neoplasia.test brca

Utilità clinica

Il Test BRCA è un valido strumento per analizzare la presenza di mutazioni dei geni BRCA 1 e 2, responsabili della predisposizione genetica a sviluppare i tumori alla mammella e alle ovaie, oltre che ad altri organi. In questo caso non si parla di test diagnostico, ma di test predittivo perché l’esame NON diagnostica la malattia, ma permettere di individuare i soggetti a maggior rischio di manifestarla.

I vantaggi del Test BRCA:
  • analizza le mutazioni dei geni BRCA1 e 2con una sensibilità e un’affidabilità maggiori del 99%
  • se positivo in persone già affette dal tumore, permette di applicare terapie innovative e mirate
  • se positivo in persone sane, permette di identificare strategie preventive e un piano di sorveglianza clinica e strumentale
Le linee guida nazionali e internazionali suggeriscono di intraprendere un percorso di consulenza onco-genetica che possa supportare il paziente e i suoi familiari nella comprensione del rischio, del significato del test, delle implicazioni e degli eventuali interventi da intraprendere.

Come prevenire: dai classici test al Test BRCA

Per evitare l’insorgenza del tumore alla mammella e alle ovaie nella donna, così come il tumore della prostata nell’uomo è essenziale intraprendere strategie di prevenzione. Oltre ad eseguire controlli ecografici e mammografici e/o sierologici regolari è utile tenere presente quali sono i fattori di rischio. Oltre all’età, ai fattori dietetici e metabolici, la familiarità, ovvero la presenza di tumori nello stesso nucleo familiari ma non legati a mutazioni genetiche, l’ereditarietà delle mutazioni dei geni BRCA sono fattori di rischio cruciali da valutare per prevenire il tumore alla mammella e all’ovaio.

Ambulatorio Oncologia Ambulatorio Senologia
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