Una parola con…. Filippo Ongaro
Filippo Ongaro
Medico, divulgatore e pioniere della medicina preventiva, tra longevità, mindset e responsabilità individuale.
La longevità non coincide con il semplice aumento degli anni vissuti. È soprattutto la capacità di arrivare più avanti nel tempo mantenendo energia, autonomia e qualità della vita. Da questa riflessione prende avvio il dialogo tra Sergio Carlucci, Communication Scientific Analyst di Cerba HealthCare Italia, e Filippo Ongaro, medico, divulgatore scientifico ed ex medico degli astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea. Da anni impegnato nella diffusione di una cultura della prevenzione, Ongaro è oggi uno dei principali riferimenti italiani sui temi della medicina della longevità, della salute preventiva e del cambiamento comportamentale.
Secondo Ongaro, il vero obiettivo della longevità moderna non è tanto aumentare ulteriormente l’aspettativa di vita, già notevolmente cresciuta negli ultimi decenni, quanto estendere il periodo di vita trascorso in buona salute.
«La priorità oggi è aumentare l’healthspan»,
sottolinea, riferendosi agli anni vissuti con una buona funzionalità fisica e mentale. Il tema centrale diventa quindi ridurre il più possibile il periodo di fragilità e di convivenza con le malattie croniche che spesso accompagna l’invecchiamento.
In questo scenario, la medicina dispone oggi di strumenti diagnostici e terapeutici sempre più efficaci, ma non può sostituirsi alla responsabilità individuale nella gestione della salute. Secondo Ongaro, il vero limite non è la capacità della medicina di curare, bensì la difficoltà delle persone nel modificare comportamenti e abitudini che favoriscono l’insorgenza delle malattie. La prevenzione, quindi, non dovrebbe essere considerata come un’alternativa alla medicina tradizionale, ma come il suo naturale complemento. Da un lato una medicina sempre più precisa e avanzata, dall’altro uno stile di vita capace di promuovere salute e benessere nel lungo periodo.
Quando si parla di longevità, le evidenze scientifiche continuano a indicare tre grandi pilastri fondamentali: alimentazione, attività fisica e gestione dello stress. A questi si aggiunge il ruolo determinante del sonno e del recupero psicofisico. Non si tratta di concetti nuovi o di mode passeggere, ma di fattori ampiamente studiati e supportati da solide evidenze scientifiche. La difficoltà, osserva Ongaro, è che queste aree dipendono da scelte quotidiane che nessuno può compiere al posto nostro. Nessun medico può allenarsi per noi o seguire un’alimentazione corretta al nostro posto. Per questo la salute richiede una partecipazione attiva e costante della persona.
Uno degli aspetti più interessanti affrontati durante l’intervista riguarda il rapporto tra conoscenza e comportamento. Molte persone sanno cosa dovrebbero fare per stare meglio, ma spesso non riescono a trasformare questa consapevolezza in azione.
Per Ongaro il motivo è semplice:
«Gli esseri umani non prendono decisioni esclusivamente sulla base della razionalità.»
Le informazioni scientifiche sono necessarie, ma da sole non bastano. Le scelte quotidiane sono fortemente influenzate dalle emozioni, dallo stress, dalle abitudini e dai meccanismi inconsci che guidano il comportamento. Per questo la divulgazione scientifica deve imparare non solo a informare, ma anche a coinvolgere emotivamente le persone, rendendo la salute un valore desiderabile e gratificante, piuttosto che un elenco di rinunce e sacrifici.
Da qui nasce l’importanza del mindset, uno dei temi centrali del lavoro di Ongaro negli ultimi anni. L’atteggiamento mentale con cui affrontiamo la nostra salute determina in larga misura la nostra capacità di adottare comportamenti virtuosi nel tempo. Tuttavia, il mindset non coincide con la semplice forza di volontà o con slogan motivazionali. Al contrario, implica una comprensione più profonda dei meccanismi psicologici e neuroscientifici che influenzano le nostre decisioni. Le persone che riescono a mantenere nel tempo abitudini salutari non lo fanno perché vivono costantemente nel sacrificio, ma perché hanno imparato a percepire quei comportamenti come una forma di gratificazione e benessere.
L’esperienza maturata accanto ad astronauti, atleti d’élite e membri delle forze speciali ha ulteriormente rafforzato questa visione. In contesti caratterizzati da elevati livelli di pressione, la differenza non è data soltanto dalla preparazione tecnica, ma dalla capacità di gestire lo stress mantenendo lucidità, collaborazione e orientamento agli obiettivi.
Accanto alle scelte individuali, un ruolo sempre più importante è svolto dalla medicina preventiva e dal monitoraggio dei biomarcatori di salute. Ongaro evidenzia come il controllo periodico di parametri metabolici, cardiovascolari e infiammatori possa consentire di intercettare precocemente segnali di cambiamento prima che si trasformino in condizioni patologiche conclamate.
In quest’ottica, gli esami del sangue rappresentano uno strumento semplice, accessibile e ancora troppo spesso sottovalutato, soprattutto se interpretato all’interno di un percorso di prevenzione personalizzato.
L’attenzione alla prevenzione deve però andare di pari passo con il rigore scientifico. Il crescente interesse verso la longevità ha favorito la diffusione di numerose proposte commerciali che promettono risultati rapidi e straordinari.
Ongaro invita a distinguere con attenzione tra innovazione scientifica e marketing, ricordando che
«La ricerca raramente offre scorciatoie o soluzioni miracolose. La scienza procede per verifiche, conferme e validazioni progressive, mentre molte promesse diffuse online anticipano conclusioni che la comunità scientifica non considera ancora definitive.»
Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati e a percorsi supportati da solide evidenze.
Il messaggio che emerge dall’intervista è tanto semplice quanto profondo: vivere più a lungo significa prima di tutto vivere con maggiore presenza. Essere presenti a sé stessi, alle proprie relazioni, alle proprie scelte quotidiane. In una società dominata dall’urgenza e dalla velocità, il rischio è dedicare tutta l’attenzione a ciò che appare immediatamente necessario, trascurando ciò che è davvero importante. Salute, affetti, benessere emotivo e qualità della vita richiedono invece consapevolezza e attenzione costante.
«Essere più presenti»,
conclude Ongaro,
«può diventare la chiave che apre la porta a tutte le altre scelte che favoriscono una vita più lunga e più sana».
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