Una parola con.. Paolo Mariconti

Cerba HealthCare Italia

Ospite: Prof. Paolo Mariconti — Specialista in Anestesia, Rianimazione e Farmacologia Clinica, Psicoterapeuta Ipnotista, tra i maggiori esperti italiani di Medicina del Dolore e Medicina della Longevità. Autore di numerosi saggi, tra cui Effetto Danza. Il potere della danza nel riscrivere il tempo.  

La longevità non è soltanto una questione di anni vissuti, ma di qualità delle performance fisiche e mentali che si riescono a mantenere nel tempo. È da questa riflessione che prende avvio il dialogo tra Sergio Carlucci, Communication Scientific Analyst, nutrizionista e genetista di Cerba HealthCare Italia, e il Prof. Paolo Mariconti, uno dei principali esperti italiani di medicina del dolore e prevenzione dell’invecchiamento.  

Quando si parla di prevenzione e longevità, si tende spesso a sottovalutare un elemento fortemente ostacolante e invalidante: il dolore. Che si tratti di una condizione acuta o cronica, il dolore riduce la funzionalità del corpo, spegne la motivazione e limita la possibilità di adottare uno stile di vita orientato al benessere.  

«Il dolore cronico e ricorrente non è una semplice sensazione fisica, ma un’emozione complessa che modifica il cervello, trasformando il sistema nervoso sia dal punto di vista funzionale che morfologico.» 

Il dolore cronico come acceleratore dell’invecchiamento 

Contrariamente alla visione tradizionale che considerava il dolore come una semplice risposta periferica, la moderna medicina della longevità dimostra come la sofferenza prolungata alteri in modo profondo la struttura e la funzione del sistema nervoso centrale. Un percorso efficace di medicina del dolore diventa quindi un passaggio fondamentale per garantire un invecchiamento di successo e preservare capacità fisiche e mentali ottimali.  

Trattare il dolore richiede un approccio diagnostico rigoroso e rigorosamente “sartoriale”: non esistono protocolli standard valevoli per tutti, poiché ogni paziente esprime dimensioni fisiche, psicologiche e sociali uniche che devono essere lette e comprese dal medico.  

I pilastri dello stile di vita antinfiammatorio 

Per prevenire le patologie croniche e frenare i punti di fragilità di ciascun individuo, la medicina della longevità agisce prima dell’insorgenza della malattia attraverso stili di vita stabili e misurabili:  

  • Alimentazione e nutraceutica: scelta di cibi antinfiammatori ad elevato potere antiossidante (ORAC positivo) e allettanti sul piano metabolico (PRAL negativo) per contrastare l’acidosi e lo stress ossidativo.  
  • Qualità del sonno: durante la fase parasimpatica del sonno, il sistema glinfatico elimina la “spazzatura cerebrale” e il nervo vago riduce l’infiammazione sistemica in tutto l’organismo.  
  • Gestione dello stress: il controllo del cortisolo e del tono ortosimpatico evita il deterioramento dei telomeri, preservando l’assetto ormonale e immunitario.  
  • Attività motorie e neuroestetica: l’esercizio fisico integrato ad elementi artistici e relazionali agisce positivamente sui circuiti di ricompensa cerebrali.  

«La percezione di benessere e la consapevolezza di mantenere buone performance fisiche e mentali innescano un circolo vizioso positivo, capace di rallentare i processi di invecchiamento cerebrale.» 

Relazioni sociali e neuroestetica: il potere della danza 

Tra le diverse forme di prevenzione motoria, il Prof. Mariconti sottolinea il valore della danza. Unendo l’impegno atletico al ritmo, alla memorizzazione dei passi e alla socialità, la danza stimola aree cerebrali chiave e promuove il rilascio di neuromediatori del benessere.  

In linea con le evidenze emerse nello studio delle Blue Zones mondiali, le relazioni umane e l’aggregazione all’interno di una comunità esercitano un impatto sulla lunghezza e qualità della vita persino superiore al patrimonio genetico. La bellezza dell’espressione artistica (neuroestetica) attiva inoltre circuiti cerebrali fondamentali per la salute cognitiva.  

Rispettare i ritmi fisiologici per invecchiare in salute 

Il messaggio conclusivo dell’intervista è un invito alla consapevolezza biologica, rivolto in particolare alle nuove generazioni. Sebbene l’assistenza socio-sanitaria e la tecnologia abbiano allungato l’aspettativa di vita, la struttura profonda del nostro cervello risponde ancora a logiche primordiali.  

«In alcune parti del nostro cervello siamo ancora uomini dell’età della pietra: risentiamo della luce, del buio e dei ritmi naturali. Conoscere e rispettare i nostri ritmi fisiologici, senza forzarli eccessivamente, è la chiave per arrivare a cent’anni in piena salute.» 

Un principio che sintetizza la visione di Cerba HealthCare Italia: la longevità non è un traguardo passivo, ma un percorso attivo di prevenzione, diagnosi personalizzata e costruzione quotidiana del proprio benessere. 

 

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